Calligrafie di Primavera, trent’anni di storia

Itsuo Tsuda, Calligrafie di primavera è la prima monografia dedicata all’opera calligrafica del filosofo-scrittore Itsuo Tsuda che raccoglie centosedici calligrafie e le ricerche che abbiamo potuto condurre fino ad oggi.

In occasione della sua pubblicazione, il 18 e 19 maggio 2018 si terrà al nostro dojo, un’esposizione concepita a partire dalle foto del libro. L’inaugurazione avrà luogo il 18 maggio alle 19.30. Tutti coloro che desiderano conoscere l’opera di Itsuo Tsuda sono cordialmente invitati.

Nel frattempo, vorremmo condividere con voi la genesi e il dietro le quinte di quest’avventura iniziata quasi trentacinque anni fa.

1983, le premesse

Il progetto di riunire le calligrafie d’Itsuo Tsuda inizia ad essere abbozzato all’inizio del 1983. Con l’accordo del Maestro Tsuda, Bruno V. e Alain L. recensiscono le calligrafie e Régis S. con Frédéric G. preparano un cofanetto che raccoglie le foto delle sue opere. Ne nascerà solo un prototipo in miniatura, fatto a mano.

 Il prototipo del cofanetto                                                                                   L’interno del cofanetto

Il progetto non giunge alla realizzazione finale a causa della morte di Itsuo Tsuda all’inizio del 1984, ma alcuni allievi continuano a portarlo avanti. Alain L. prosegue per qualche tempo il lavoro di censimento e di fotografia delle calligrafie, così come le ricerche sul significato e le traduzioni. Ne identifica una cinquantina, ma ne mancano ancora tante e numerose informazioni non si trovano. Più tardi nel 2007 Alain B. riunisce una cinquantina di calligrafie in un fascicolo distribuito fra gli allievi interni. Régis S. organizza varie esposizioni di alcune calligrafie e sensibilizza i suoi allievi alle tracce del suo maestro.

 Censimento di Bruno V. e Alain L.

Ma la maggior parte delle calligrafie rimane non indentificata, senza traduzione e dispersa in Europa tra gli allievi di Itsuo Tsuda.

Una questione di tempo

Finalmente, nel 2014, durante l’evento del Centenario della nascita di Itsuo Tsuda al dojo Tenshin, il progetto è avanzato in modo significativo. L’evento ha riunito molti dei vecchi allievi di Itsuo Tsuda e presentato una trentina di calligrafie originali. Abbiamo potuto parlare direttamente del progetto di questo libro, alcuni si sono mostrati entusiasti e ci hanno dato un sostegno prezioso.

Centenario della nascita di Itsuo Tsuda al Dojo Tenshin.

Sulla base delle liste e dei fascicoli realizzati nel passato, è iniziata allora un’indagine per ritrovare i proprietari ed ottenerne l’accordo per avere delle foto in alta definizione. Era a volte abbastanza strano telefonare a delle persone sconosciute e percepire la loro sorpresa nel sentirsi parlare di un argomento che le riportava più di trent’anni indietro. Le conversazioni assumevano allora una piega quasi surreale! A volte, è stato un po’ delicato. Alla fine, tutti i proprietari sollecitati, quasi senza eccezioni, hanno accettato di partecipare all’avventura del libro.

                            Scansione degli archivi fotografici

Purtroppo, per alcune calligrafie siamo arrivati troppo tardi! Perse o distrutte durante gli anni. Per alcune, è stato per un pelo! Per esempio è con grandi difficoltà che abbiamo ritrovato quelle della Signora C. D. N. di Roma. Visto che nessuno rispondeva alle nostre chiamate al telefono, qualcuno è andato all’indirizzo che avevamo. Una volta sul posto, si rende conto che l’appartamento è in ristrutturazione… L’operaio che vi lavora lo informa che la Signora D. N. è deceduta alcuni mesi prima. La famiglia ha svuotato completamente l’appartamento. Come ultima risorsa, abbiamo lasciato un messaggio scritto per la famiglia. La sera stessa siamo stati ricontattati dal nipote, che spiega che tutto è stato regalato o buttato e che queste calligrafie non esistono più. Abbiamo insistito, spiegando che era veramente importante. Ma c’era poca speranza. Alla fine, è sua moglie che ci ha ricontattati, aveva ritrovato la persona a cui erano state date quelle calligrafie e abbiamo potuto fare le foto! Ma quante complicazioni per ritrovare i fili.

Altre volte, abbiamo avuto una sola possibilità, come quando il signor O., giapponese residente nella Svizzera Italiana, ci ha finalmente detto: “vengo a Parigi, porto la calligrafia e sarò in quel posto la sera di quel giorno”. È stato allora necessario rendersi disponibili e reagire in fretta. Régis S., Sara R. e Costanza D. C. hanno preso una macchina, recuperato la calligrafia e hanno attraversato di corsa Parigi per andare in un laboratorio professionale dove avevano preso appuntamento. Fatta fare la digitalizzazione, sperando che il file fosse buono perché non ci sarebbe stata nessuna possibilità di ricominciare. Poi restituire la calligrafia al suo proprietario. In due ore… Durante la breve conversazione in italiano che ha seguito la restituzione, il Signor O. parla di una tecnica giapponese chiamata rōketsuzome, parola che scrive su un pezzettino di carta. Questo ci porterà su una strada che dopo molteplici ricerche si rivelerà estremamente importante.

Jérémie L. il fotografo, è andato a Ginevra e ha passato 48 ore insieme a Sven K., Christoph N., e Kim N. con calligrafie, album fotografici, e ricordi di Itsuo Tsuda. Durante questo viaggio ha potuto fotografare più calligrafie riunite per l’occasione da Sven K. e Christoph N. Anche il lavoro sulle foto è stato considerevole. Volevamo avere delle riproduzioni eccellenti, che fossero il più possibile fedeli alle opere originali e riuscire ad avere delle immagini di qualità omogenea. Purtroppo non è stato sempre possibile date le circostanze.

A Ginevra per le fotografie

Siamo riusciti oggi a raggruppare centosedici fotografie di calligrafie, le ultime due ci sono arrivate una settimana prima di andare in stampa, perché ritrovate all’ultimo momento!

Tenere duro

Quello che ci ha dato filo da torcere, è stato ritrovare il senso delle calligrafie, che spesso è stato perso o dimenticato… Era come una specie di puzzle! A volte avevamo delle frasi dette da Itsuo Tsuda, delle indicazioni, trasmesse più o meno accuratamente dai proprietari. Alcune volte non avevamo alcuna indicazione. Solo una calligrafia, che talvolta neanche i giapponesi riescono a leggere!

È durante un incontro a casa di Claudine Brelet, etnologa e letterata, anziana allieva di Itsuo Tsuda, che abbiamo conosciuto la signora Elisabeth Rochat de la Vallée. Un’eminente sinologa che ci ha indirizzati verso la cultura cinese. Le abbiamo sottoposto tutte le calligrafie raccolte fino a quel momento e ci ha aperto qualche pista. Questo ha avuto un effetto a catena. Abbiamo quindi orientato maggiormente le nostre ricerche verso la scrittura cinese, e a partire da quel momento alcuni enigmi si sono risolti. Rimaneva ovviamente una mole enorme di lavoro, ma ci ha dato la direzione in cui cercare, perché la maggior parte delle calligrafie di Itsuo Tsuda fa riferimento alla cultura classica cinese. Ogni persona che abbiamo incontrato e che ci ha dato una risposta, un indizio, un’osservazione, ci ha permesso di avanzare nella nostra ricerca e in questo senso, è stata un po’ come un’indagine.

Siamo stati obbligati ad approfondire le nostre ricerche molto più di quanto non pensassimo all’inizio. Ciò ci ha portato per mesi e mesi a consultare delle opere riservate agli esperti in materia, come ad esempio quelle conservate alla BULAC (Biblioteca Universitaria delle Lingue e Civiltà, di Parigi) o all’EFEO (Scuola Francese d’Estremo-Oriente).

Ricerche alla BULAC

Abbiamo provato con i mezzi a nostra disposizione ad identificare le fonti delle opere. A furia di cercare in diversi volumi e siti internet, Sara R. ha trovato alla Biblioteca Nazionale di Francia la versione digitalizzata di un libro di un padre gesuita, missionario in Cina: Caratteri cinesi di L. Wieger, opera del 1916 che si è rivelata essere un’opera di riferimento ancora oggi.

Si è allora immersa in questo libro di milleduecento pagine per cercare gli ideogrammi utilizzati da Itsuo Tsuda, perché sono spesso molto antichi e veramente difficili da ritrovare. A partire da quel momento è nata l’idea di sviluppare l’etimologia dei caratteri cinesi e giapponesi, che di primo acchito può sembrare piuttosto ostica se non addirittura noiosa, ma che ci immerge di fatto in un modo di pensare tutto particolare. È una costruzione attraverso i millenni, di una società, di un modo di affrontare la vita, che sono a priori molto lontani dal concetto occidentale.

Queste ricerche che ci hanno permesso di identificare gli ideogrammi, a volte molto antichi, ci hanno alla fine riportati agli scritti di Itsuo Tsuda stesso! In realtà Itsuo Tsuda parla nei suoi libri dei soggetti calligrafati, alcune volte troviamo addirittura il testo esatto delle calligrafie, una volta identificate le fonti. Abbiamo quindi potuto inserire, per quasi tutte le calligrafie, quello che lui stesso ne diceva.

L’utilizzo di ideogrammi antichi da parte di Itsuo Tsuda ha presentato delle difficoltà anche per l’impaginazione. Un lavoro di questa portata, di quattrocentottanta pagine, richiede di per sé un grande impegno. La grafica e book designer, Costanza D. C., ha dato prova di creatività, soprattutto man mano che il libro prendeva corpo e il testo si allungava, visto che è un testo tradotto dal francese che unisce italiano, cinese e giapponese! E inoltre gli ideogrammi antichi non esistono in tutti i software di scrittura attualmente disponibili. È quindi stato necessario scansionare e ricreare alcuni ideogrammi antichi per inserirli nel testo. Tutto questo le ha richiesto una pazienza infinita!

Prove di stampa

Una questione di epoca

Questo libro ci ha richiesto un enorme lavoro umano, certo, ma sarebbe stato impossibile realizzarlo senza i progressi dell’informatica e della circolazione delle informazioni: le possibilità offerte dalla fotografia digitale ed il fatto di poter scansionare le calligrafie, la digitalizzazione che permette di avere delle immagini di qualità, la possibilità di farci inviare dei file con un’ottima definizione dall’altra parte del mondo, tutto questo agevola gli scambi!

I progressi della tecnologia digitale hanno un’importanza enorme per la possibilità che offrono a dei non professionisti come noi di realizzare un’opera di tale portata.

Per le ricerche in sé, internet è uno strumento inestimabile. Tutto il lavoro alla fonte, dalla selezione dei volumi di ricerca, fino ad avere le domande giuste da fare agli esperti, era indispensabile ed irrealizzabile senza questo strumento in così poco tempo (circa tre anni). Le ricerche indicizzate nei volumi classici digitalizzati sono state anche in questo caso molto importanti.

In particolare per la parte della biografia, oltre al lavoro di organizzare le informazioni disponibili, i ricordi degli uni e degli altri, era necessario spiegare ed illustrare le situazioni storiche che aveva attraversato Itsuo Tsuda. Il fatto di poter chiedere informazioni per email a uno specialista giapponese di kamon (stemma) o a un professore di Tokyo, permette di verificare i dati. La possibilità di consultare gli archivi dei musei di New York o di altri paesi per trovare delle immagini della città di Busan del primo novecento, o consultare le biblioteche giapponesi che hanno ancora tracce del lavoro di Itsuo Tsuda come traduttore in Giappone. Senza parlare dell’INA (l’Istituto Nazionale dell’Audiovisivo francese) la cui consultazione online ci è stata anch’essa molto utile…

Oggi la maggior parte dei musei e delle istituzioni del mondo mette delle risorse consultabili online. Di quanto tempo avremmo avuto bisogno, e di che budget per poter andare in giro per il mondo a consultare questi archivi e questi libri, interpellare questi esperti? Questo libro semplicemente non sarebbe mai esistito.

Dallo stampatore

La stampa digitale ci lascia anche la possibilità oggi di stampare un numero limitato di copie, cosa che prima non era possibile. La possibilità di stampare a spese dell’autore, quando prima avremmo dovuto convincere una casa editrice!

C’è un lavoro umano enorme, ma ci sono oggi delle risorse tecnologiche che hanno permesso di realizzare un libro di questa entità creato da volontari appassionati. Questo ha permesso che un sogno, inaccessibile trent’anni fa, diventasse realtà.

Sara S. con lo stampatore

Abbiamo messo la massima cura affinché questo libro fosse di qualità, volevamo che fosse “all’altezza” per presentare l’opera di Itsuo Tsuda!

Speriamo che avrete, nello scoprirlo, un piacere grande quanto la passione e la determinazione con cui noi l’abbiamo realizzato.

La traduzione in italiano

Un gruppo di lavoro, formato da diversi praticanti dei dojo di Milano, Roma e Ancona si era costituito già un anno fa per la traduzione del libro in italiano e per la sua revisione. Il grosso del lavoro sull’edizione italiana, in collaborazione con Régis S. e Sara R., si è svolto tra l’autunno 2017 e l’inverno 2018.

Una parte importante consisteva nel ricercare le edizioni italiane dei testi citati, antichi e moderni, verificarne la correttezza delle traduzioni, scegliere la più adatta quando esistevano più versioni o farne una nuova traduzione più rispondente anche alle edizioni francesi che Itsuo Tsuda conosceva, citava o a cui faceva riferimento.

Da segnalare infine che mentre veniva completata la revisione della traduzione, gli autori hanno scoperto una nuova calligrafia e trovato nuove referenze di un’altra di cui precedentemente mancavano indicazioni. L’edizione italiana risulta così arricchita rispetto alla prima edizione originale che verrà quindi aggiornata. E il lavoro di ricerca non finisce qui…

Manon Soavi

La vendita online è disponibile, con consegna a partire dal 18 maggio 2018, sul sito Yume Editions