ITSUO TSUDA, CALLIGRAFIE DI PRIMAVERA. UN DESIDERIO DIVENUTO REALTÀ

Il 18 e il 19 maggio 2018 abbiamo presentato nel nostro dojo la monografia dal titolo Itsuo Tsuda, Calligrafie di primavera. Abbiamo esposto più di 80 riproduzioni fotografiche di ottima qualità delle calligrafie del Maestro Itsuo Tsuda (scelte tra le 116 presenti nel libro) insieme a tre calligrafie originali: la Quiete interiore, Il Sogno e La Tigre.

       Esposizione fotografica sui tatami

Nel maggio 1978 Itsuo Tsuda inizia a tracciare delle calligrafie, esponendole nel suo dojo di Parigi per i suoi allievi che possono acquistarle. All’inizio quasi nessuno in Europa sapeva cosa fosse la calligrafia orientale; gli stessi suoi allievi non erano certo degli esperti, anche se seguivano il suo insegnamento della pratica dell’Aikido e del Katsugen undo e leggevano i suoi libri, non avevano una grande sensibilità rispetto alle calligrafie e le compravano soprattutto per ammirazione del loro Maestro. Col tempo però la sensibilità di alcuni di loro si affina e iniziano a interessarsi anche alla calligrafia in generale. Tale interesse spinge “nel maggio 1981 una coppia di praticanti, Tania e Régis Soavi,” a visitare “una mostra di calligrafie zen […]. La mattina successiva, ne parlano a Itsuo Tsuda che vi si reca e ritorna entusiasmato dalle opere viste. È allora che nasce l’idea di regalargliene una; la scelta cade su una calligrafia di Hakuin” (Itsuo Tsuda, Calligrafie di primavera, p. 459).

        Sara R., Carla D’A. e Andrea Q. durante la presentazione del libro

Si tratta di una calligrafia molto costosa e viene organizzata una raccolta di fondi nei diversi dojo d’Europa per poter fare questo regalo. Questa sensibilità verso l’opera calligrafica del Maestro fa nascere, qualche tempo dopo, il desiderio di raccogliere le riproduzioni delle calligrafie originali che erano state acquistate da allievi francesi, svizzeri, spagnoli e italiani, e che erano quindi sparse in diversi paesi europei. Il Maestro Tsuda è d’accordo, ma con la sua scomparsa il progetto si ferma. In ogni caso questo desiderio resta forte per alcuni allievi; negli anni ci sono tentativi di raccogliere almeno una parte di queste opere.

Régis Soavi in particolare non perde occasione di parlarne ai suoi allievi negli stage che conduce a Parigi, Tolosa, Milano ed altre città europee. Ed è soprattutto grazie a lui che tale desiderio mai sopito si è finalmente realizzato, dopo quasi trentacinque anni, e a quaranta dalle prime calligrafie del Maestro. Itsuo Tsuda, Calligrafie di Primavera è un’opera che valorizza queste calligrafie e permette di far conoscere al pubblico italiano (dopo quello francese) questo patrimonio incommensurabile, rendendolo accessibile alle generazioni future.

Personalmente, insieme a Carla D’Ambrosio e altri, ho avuto l’onore e la gioia di partecipare alla realizzazione di questo libro contribuendo alla sua traduzione dal francese all’italiano. Un lavoro che mi ha permesso di avvicinare e penetrare maggiormente il mondo delle calligrafie di Itsuo Tsuda, che pure conoscevo da molti anni. Grazie, infatti, alla presenza delle sue calligrafie nei dojo della nostra Scuola, che tra l’altro salutiamo entrando sui tatami, sono abituato ad esse ma non ne ho mai avuto una conoscenza approfondita fino all’uscita di quest’opera.

Nei due giorni durante i quali abbiamo presentato il libro, siamo rimasti entusiasti di vedere un gran numero di visitatori: un centinaio la sera dell’inaugurazione e una cinquantina il giorno successivo con un flusso più discreto ma costante e interessato, in tutto 150 persone. Quel che più conta, non è il numero ma l’impatto che l’evento ha avuto e avrà nello spazio e nel tempo grazie alla qualità intrinseca dell’opera e anche all’intenso lavoro di preparazione, allestimento e comunicazione che abbiamo fatto nei mesi precedenti l’evento. Nonostante l’impegno di questo lavoro, abbiamo avuto momenti di gioia e di esaltazione. Alla fine siamo a ragione soddisfatti perché volevamo invitare le persone di Milano a una festa degna di questo nome, e così è stato. La presentazione e la mostra hanno dato la dovuta risonanza a un’opera così unica sia per la ricchezza dell’insegnamento che il Maestro Tsuda ha trasmesso tramite le sue calligrafie, sia per l’accuratezza con cui essa è stata scritta e pubblicata.   

Andrea Quartino